Entella, Albissola, Giana Erminio e Gozzano: “Cenerentole” nel calcio che conta

“Cenerentole” nel calcio che conta

E’ consueto e comprensibile parlare di calcio riferendosi alle gesta dei grandi campioni oppure alle epiche vittorie delle squadre più note. Ad esse si associa la passione di milioni di appassionati che nei colori della loro squadra o nel ricordo delle giocate del loro campione collegano, magari, anche i ricordi della loro vita. Ma oltre a questo c’è di più! C’è quel microcosmo poco conosciuto del calcio delle squadre alle soglie di “quello che conta” caratterizzato, molto spesso, dall’irrefrenabile passione di qualche magnate locale oppure dalla grandezza di qualche giovane promessa o di vecchie glorie decise a lasciare il segno anche in categorie minori. Parimenti alle grandi squadre, questi sodalizi, in alcune circostanze, hanno catalizzato l’attenzione degli intenditori di calcio che in loro hanno visto lo spirito essenziale dello sport, la sana competizione ed il sacrificio ricompensato anche da vittorie e dal raggiungimento di traguardi impensabili. L’elenco che accorpa tali squadre sarebbe eccessivamente lungo e, pertanto, ho scelto soltanto quattro compagini di serie C che, credo, esemplifichino quanto sopra. I liguri della Virtus Entella appena retrocessi dalla Serie B e dell’Albissola, quest’ultimi proiettati dalla categoria di Eccellenza disputata nel 2016 ai palcoscenici del professionismo dell’imminente stagione sportiva. I piemontesi del Gozzano, squadra che ha disputato gran parte della sua storia nelle categorie regionali e che ora, dopo qualche stagione in D, si ritrova, per la sua prima volta, nel calcio professionistico. Infine, il Giana Erminio Gorgonzola, unica squadra del calcio professionistico la cui denominazione si riferisce ad un Ufficiale dell’Esercito – nativo di Gorgonzola – che combatté la 1^ Guerra Mondiale, cadendo eroicamente, a soli 19 anni, sulle trincee del Monte Zugna.

Riconosciamo a loro, parlando della loro storia e vittorie nonché dei loro colori e gagliardetti, il ruolo di capofila di uno stuolo di altre compagini che, nel corso degli anni, hanno emozionato diversi appassionati di calcio.

Virtus Entella

La compagine ligure fu fondata, nel 1914, da alcuni giovani cittadini di Chiavari e deve il suo nome al torrente Entella che divide le cittadine di Lavagna e Chiavari. La storia della squadra chiavarese è caratterizzata dai colori bianco e celeste che furono assunti per volontà di uno dei fondatori, Enrico Sannazzari, in ricordo dei colori dell’Argentina, paese presso cui il Sannazzari aveva fatto fortuna prima di rientrare in Italia e giocare nell’Entella. Nei decenni successivi alla sua fondazione, la formazione ligure si impose, nei vari tornei disputati fino alla I^ Divisione disputata nella stagione 1933-1934 e, successivamente, nella Serie C e D (giocate dagli anni 50 alla fine degli 80), come un bella realtà calcistica, anche al di fuori dei confini regionali. Dopo questo periodo, accompagnato anche da diversi cambi di denominazione/fusioni (come ad esempio AC Entella Bacezza, AC Entella Chiavari), inizia un lento declino che porta al fallimento del 2001 e alla successiva rinascita, nel 2002, con la denominazione di US Valle Sturla Entella, cambiata poi nel 2003 in AC Chiavari VL (Vallesturla Lames). Il resto è storia attuale con l’avvento alla presidenza del club, a partire dal 2007, dell’imprenditore di Chiavari Antonio Gozzi. Sotto la presidenza Gozzi i biancocelesti, con un crescendo appassionante di vittorie, scalano dall’Eccellenza ligure, disputata nel 2007 – 2008, alla serie B giocata a partire dalla stagione 2014-2015. Proprio nel corso di quella stagione l’Entella festeggia il suo centenario. Un traguardo storico in una data solenne per i liguri. Alcune curiosità della squadra; dal 1920 al 1960 i liguri utilizzarono una casacca completamente nera in sostituzione della classica bianco-celeste. Da qui deriva il soprannome di “diavoli neri” (coniata dall’ex presidente Dario Costa) che accompagna anche l’attuale stemma riportato nei gagliardetti, insieme ad un pallone in cuoio marrone, già presente nello stemma originario. Inoltre, nella stagione 1985-1986, l’attuale tecnico dell’Inter Luciano Spalletti militò nell’Entella (allora Entella Bacezza) che aveva in panchina un altro volto noto del calcio italiano, Gian Piero Ventura.
Albissola 2010

Le origini della compagine savonese risalgono al 1909, anno in cui fu fondata, nella cittadina di Albisola Superiore, l’US Albisola. Tale società, negli anni 2000, con la fusione di due altre compagini locali – l’Albatross e l’Albisole 1909- volle assumere un ruolo di riferimento calcistico dell’entroterra, rappresentativo anche per la contigua cittadina di Albissola Marina. La completa integrazione avvenne nel 2010 anno in cui grazie ad un ulteriore fusione venne data luce all’Albissola 2010. A testimonianza di questa integrazione vi sono, nell’attuale stemma societario, il cavalluccio marino già presente sulle effigi dell’US Albisola nonché i colori bianco, nero e azzurro comuni nei colori delle altri compagini che diedero vita all’Albissola. La brevissima storia dei liguri ha inizio con la stagione 2011-2012 disputata nella Prima categoria ligure e caratterizzata dalla promozione alla categoria successiva in cui i “ceramisti” rimasero fino alla stagione 2015-2016. Proprio in quella stagione l’Albissola venne acquisita dalla Società metallurgica italo-francese MBF Aluminium che ne divenne, oltre che proprietaria, anche lo sponsor principale. Grazie alla disponibilità di cospicue risorse finanziarie ai liguri riesce l’impresa di vincere tre campionati consecutivamente approdando dall’Eccellenza regionale, disputata nel 2016-2017, alla Serie C che li vedrà imminenti protagonisti. Lo stemma societario in uso e, parimenti i relativi gagliardetti, furono realizzati nel 2014 e si caratterizza da una losanga bianca con bordi bianco azzurri che riporta all’interno un cavalluccio marino stilizzato che sorregge un pallone e sovrasta l’anno di fondazione della squadra. L’Albissola disputerà le gare interne del prossimo campionato a Chiavari presso lo Stadio Comunale in co-uso con la Virtus Entella. I liguri debbono il soprannome di “ceramisti” dalle numerose manifatture di ceramica locali, attive già dal 1400.
Giana Erminio Gorgonzola

E’ opinione diffusa considerare la Giana Erminio, con sede presso la città di Gorgonzola, come la terza forza calcistica milanese. Infatti essa è, nell’ambito dell’area metropolitana di Milano, l’unica squadra, oltre al Milan e all’Inter, a militare in una categoria professionistica. Il club della Martesana (naviglio che attraversa il centro di Gorgonzola) fu costituito nel 1909 con la denominazione di US Argentia, derivante dal toponimo Curte Argentia, originario insediamento urbano dell’attuale Gorgonzola. Soltanto nel 1928, l’Argentia, con l’affiliazione alla FIGC, iniziò la propria attività disputando campionati a livello regionale. Nel 1932 venne assunta la denominazione di Giana Erminio in onore dell’omonimo Sottotenente medaglia d’argento al valor militare e cittadino di Gorgonzola, morto eroicamente nel corso della 1^ Guerra Mondiale. Tale iniziativa colpì estremamente i familiari dell’Ufficiale che, per sostenere materialmente la squadra, decisero di concedere la proprietà del terreno su cui venne edificato il terreno di gioco. La Società, per rendere ulteriore omaggio, decise di adottare una casacca da gioco nera (in segno di lutto). Ad essa vennero aggiunti, nel corso degli anni, il bianco e l’azzurro, tonalità riportate anche nei gagliardetti della squadra, con chiaro riferimento ai colori del gonfalone cittadino. La scalata della squadra al calcio che conta iniziò nella stagione 2011-2012 e seguita da un trittico di vittorie che gli assicurò la promozione al terzo livello calcistico nazionale, in Lega Pro, nel 2014. Il salto di qualità del Giana Erminio avvenne, grazie anche all’innesto di calciatori con pregresse e solide esperienze nel calcio professionistico, nelle ultime due stagioni, sempre culminate con la disputa dei play-off per accedere alla Serie B.

Lo stemma riportato nel gagliardetto ed adottato nel 2014 riporta un ovale in fondo nero con bordi bianco e azzurri con all’interno un pallone che sovrasta due V sovrapposte (di colore bianco e nero) nonché l’anno di fondazione.
Gozzano ASD

Il Gozzano, compagine della provincia di Novara, disputerà, dopo 90 anni trascorsi nella quasi totalità tra le varie categorie regionali piemontesi, la prima stagione tra i professionisti. Affiliato alla FIGC nel 1924, il Gozzano (che assunse la prima denominazione di Juventus) è indubbiamente, insieme all’Omegna, la società calcistica di riferimento nell’area del Cusio, appartenete alla provincia piemontese del Verbano-Cusio-Ossola. Nell’immediato dopoguerra, sotto la presidenza del marchese D’Albertas, il Gozzano inizia ad affermarsi a livello regionale lanciando anche giocatori sui palcoscenici della serie maggiori (come ad esempio Ermanno Tarabbia che giocò in A alla fine degli anni 50 con il Legnano, il Talmone Torino ed il Mantova). Nei decenni successivi, anche in considerazione del disinteresse delle autorità locali, il D’Albertas decise di abbandonare la piazza e, conseguentemente, il Gozzano sprofondò nelle minori categorie fino alla rinascita che avvenne con la prima promozione in serie D conseguita nel 1979. A seguire, nel 2015, grazie all’impegno di un’azienda gozzanese attiva nel settore idro-sanitario, i rossoblù diedero inizio ad un’avvincente escalation che li ha portati, quest’anno, a raggiungere i professionisti.

I colori storici riportati nel gagliardetto sono il rosso ed il blu anche se, a partire dal 1985, vennero utilizzati anche il rosso ed il bianco in riferimento allo stemma araldico comunale. Lo stemma societario, invece, oltre a riportare il disegno di un pallone di calcio in campo rossoblù riporta, attualmente lo stemma comunale già adottato negli anni ottanta.

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