BARCELLONA C.de F. 1961

English text
English text
barcelona c. de f. trofeo carranza 1961
barcelona c. de f. trofeo carranza 1961

Il trofeo Carranza è una competizione organizzata dall’amministrazione del comune di Cadice per onorare la memoria di Ramon de Carranza, sindaco della città tra gli anni venti e trenta.

Il trofeo assegnato alla squadra vincitrice
Il trofeo assegnato alla squadra vincitrice

Nel 1961 parteciparono al torneo quattro squadre: le spagnole Atletico Madrid e Barcellona, nonché le formazioni sudamericane del Penarol e del River Plate. Nel primo turno si sfidarono il Barcellona e l’Atletico Madrid con la vittoria dei blaugrana che in finale trovarono gli uruguagi del Penarol. In questa partita, come dimostrato dalle immagini del video riportato al link seguente (Peñarol 1 Barcelona 2 VII Trofeo Ramón de Carranza 1961 – YouTube), il gagliardetto della finale era differente da quello consegnato nella prima partita contro l’Atletico Madrid. Questo perché mentre per la prima partita fu possibile preparare per tempo il gagliardetto per la finale, non conoscendo l’avversario, Il Barcellona optò per un gagliardetto privo dei dettagli dell’incontro. La stagione sportiva 1961-1962 non fu particolarmente esaltante per il Barcellona che venne battuto nella finale della Coppa Città delle Fiere dal Valencia, terminò al secondo posto nel campionato e raggiunse soltanto i quarti di finale della Coppa del Generalisimo Franco come allora veniva denominata la Coppa di Spagna.

BARCELLONA C.de F. 1961

The Carranza trophy is a competition organized by the administration of the municipality of Cádiz to honor the memory of Ramon de Carranza, mayor of the city between the 1920s and 1930s. In 1961, four teams competed in the tournament: Spain’s Atletico Madrid and Barcelona, as well as the South American teams Penarol and River Plate. In the first round they challenged Barcelona and Atletico Madrid with the victory of the blaugrana who in the final found the Uruguayans of Penarol. In this match, as shown by the images of the video reported at the following link (Peñarol 1 Barcelona 2 VII Trofeo Ramón de Carranza 1961 – YouTube), the pennant of the final was different from the one delivered in the first game against Atletico Madrid. This is because while for the first game it was possible to prepare the pennant for the final in time, not knowing the opponent, Barcelona opted for a banner devoid of the details of the match. The 1961-1962 sporting season was not particularly exciting for Barcelona, who were beaten in the final of the City Cup of Fairs by Valencia, finished in second place in the league and reached only the quarter-finals of the Copa del Generalisimo Franco as it was then called the Spanish Cup.

Permalink link a questo articolo: https://www.pennantsmuseum.com/barcellona-c-de-f-1961/

BOLOGNA F.C. STAGIONE 1959 – 1960

English text
English text
Bologna 1960
Bologna 1960

Il campionato della stagione 1959 – 1960 non fu per il Bologna prodigo di soddisfazioni. La squadra felsinea si classificò infatti al quinto posto e arrivò ai quarti di finale di Coppa Italia dove venne eliminato ad opera della Lazio. A livello europeo i rossoblu affrontarono la Mitropa Cup che in quella stagione si disputava secondo modalità inusuali, con sei squadre di cinque Nazioni, con il trofeo che non venne assegnato ad un club bensì alla Lega Nazionale che conquistò più punti con le vittorie delle rispettive squadre. Il Bologna in questa competizione si confrontò con i croati dell’Hajduk Spalato rimediando una doppia sconfitta. In quel Bologna il capitano era Mirko Pavinato mentre il goleador con quattordici reti in campionato fu Gino Pivatelli. Nella squadra felsinea giocavano in quella stagione Cervellati, Bulgarelli, Pascutti, Fogli e anche Eugenio Fascetti che in seguito fu ben più apprezzato per la sua carriera da allenatore. All’epoca il Bologna utilizzava gagliardetti a strisce verticali rosso e blu su sui era apposto lo stemma ad ancile caratteristico. Sopra di esso era riportata la scritta ricamata Bologna F.C. mentre in basso l’anno solare. Era tradizione del Bologna riportare l’anno sui propri gagliardetti in luogo della stagione sportiva. Questo gagliardetto venne consegnato al capitano dell’Alessandria prima dell’incontro di campionato disputato il 28 febbraio del 1960.

La cronaca dell’incontro su “Calcio e Ciclismo Illustrato”
La cronaca dell’incontro su “Calcio e Ciclismo Illustrato”

BOLOGNA F.C. SEASON 1959 – 1960

The championship of the 1959 – 1960 season was not full of satisfactions for Bologna. The Bolognese team in fact classified in fifth place and reached the quarter-finals of the Italian Cup where it was eliminated by Lazio. At a European level, the rossoblu faced the Mitropa Cup which in that season was played in unusual ways, with six teams from five nations, with the trophy not being awarded to a club but to the National League which won more points with the victories of their respective teams. In this competition, Bologna faced off against the Croats of Hajduk Spalato, recovering from a double defeat. In that Bologna the captain was Mirko Pavinato while the goalscorer with fourteen goals in the league was Gino Pivatelli. In that season Cervellati, Bulgarelli, Pascutti, Fogli and even Eugenio Fascetti played in the Bolognese team who was later much more appreciated for his career as a coach. At the time, Bologna used pennants with red and blue vertical stripes on which the characteristic coat of arms was affixed. Above it was the embroidered writing Bologna F.C. while below the year. It was Bologna’s tradition to report the year on their pennants instead of the sporting season. This pennant was given to the captain of Alexandria before the championship match played on February 28, 1960.

Articolo in collaborazione con gli eroi del calcio

Collection Selection:

Permalink link a questo articolo: https://www.pennantsmuseum.com/bologna-f-c-stagione-1959-1960/

JE SUIS PARIS

English text
English text
Embroidered pennant issued in occasion of the Paris tournament played in 2010
Embroidered pennant issued in occasion of the Paris tournament played in 2010

Correva l’anno 1970 quando dalla sinergia, promossa e accolta con vivissimo entusiasmo dalla federazione francese, tra il Paris FC e il Stade St Germain (squadra della cittadina di St Germain en Laye), vide la luce il Paris St Germain, la cui fondazione colmava l’assenza di un club parigino nella massima divisione francese.

Una foto del PSG risalente alla stagione 1970-1971
Una foto del PSG risalente alla stagione 1970-1971

Una compagine giovane ma assoluta protagonista del calcio transalpino. I numeri, infatti, sono dalla sua parte: 41 titoli nazionali conquistati, praticamente rarissime le stagioni in cui i parigini sono rimasti a secco di vittorie, nonché due affermazioni in campo internazionale tra cui la vittoria nella Coppa delle Coppe conquistata nel 1996 ai danni degli austriaci del Rapid Vienna.

L’undici che conquistò la Coppa delle Coppe nel 1996
L’undici che conquistò la Coppa delle Coppe nel 1996

Tutto questo consolidato da un progetto che attualmente prevede una solidissima leadership societaria ed un crescendo agonistico che ha portato la squadra a disputare la finale di Champions League della scorsa stagione e con un futuro, a breve termine, prodigo di possibili conquiste grazie alle prodezze di campioni come il brasiliano Neymar e all’estro della stella nascente del calcio mondiale, il campione del mondo Mbappè.

In pienissima sintonia con la città, il PSG ne ha adottato i colori rosso e blu dell’insegna cittadina nonché i relativi simboli: la sagoma stilizzata della Torre Eiffel nonché il giglio rappresentativo sia della monarchia francese che di Saint Germain en Laye.

Tali simboli fanno bella mostra anche sui gagliardetti della squadra come in quello realizzato in occasione del Torneo di Parigi, un quadrangolare a cui partecipò anche la Roma, che venne disputato nell’estate del 2010 in ricorrenza del quarantennale della fondazione del club. In questo gagliardetto che il PSG consegnò al Porto e al Girondins de Bordeaux, squadre incontrate nella competizione, sono riportati gli stemmi di tutte le partecipanti insieme al profilo del Parco dei Principi, la casa del PSG. Per gli amanti delle statistiche quel torneo, la cui prima edizione risale al 1957, si concluse con l’affermazione del Girondins de Bordeaux che batterono in finale il PSG.

JE SUIS PARIS

It was the year 1970 when the synergy between Paris FC and Stade St Germain (team from the town of St Germain en Laye), received with great enthusiasm and with the direct support of the French football federation, saw the light of Paris St Germain, whose foundation filled the absence of a Parisian club in the French top division.

A young team but absolute protagonist of transalpine football. The numbers, in fact, are on his side: 41 national titles conquered, practically very rare seasons in which the Parisians have remained dry of victories, as well as two affirmations in the international field including the victory in the Cup Winners’ Cup won in 1996 against the Austrians of Rapid Vienna.

All this consolidated by a project that currently provides a very solid ownership and a very competitive team that led to play in the Champions League final last season and with a future, in the short term, full of possible conquests thanks to the prowess of champions like the Brazilian Neymar and the inspiration of the rising star of world football, the world champion Mbappè.

In full harmony with the city, PSG has adopted the red and blue colors of the city sign as well as the related symbols: the stylized silhouette of the Eiffel Tower as well as the lily representative of both the French monarchy and Saint Germain en Laye.

These symbols are also displayed on the team’s pennants as in the one made for the Paris Tournament, a quadrangular in which Roma also participated, which was played in the summer of 2010 to mark the fortieth anniversary of the club’s foundation. This pennant that PSG delivered to Porto and Girondins de Bordeaux, teams met in the competition, shows the crests of all the participants together with the profile of the Parco dei Principi, the home of PSG. For those who love statistics, that tournament, the first edition of which dates back to 1957, ended with the success of the Girondins de Bordeaux who beat PSG in the final.

Collection Selection:

Permalink link a questo articolo: https://www.pennantsmuseum.com/je-suis-paris/

REGGIANA 2020 – 2021

English text
English text
Reggiana Campionato 2020 - 2021
Reggiana Campionato 2020 / 2021

Dopo un’assenza di venti anni la Reggiana ritorno nella stagione in corso nel campionato cadetto. Lo fa dopo le tormentate vicende societarie che segnarono, nel 2018, lo scioglimento del club e la creazione di una nuova compagine che assunse la denominazione Reggio Audace Football Club come le due antesignane compagini reggiane che per la volontà di Severino Taddei, illustre cittadino di Reggio Emilia nonché calciatore, diedero luce, nel 1919, all’Associazione Reggiana del Calcio. A Taddei nei mesi scorsi, i tifosi della Reggiana ed il Comune, hanno reso onore e perenne memoria della sua figura, ponendo nei pressi di una curva dello Stadio Mapei – Città del Tricolore, una sua statua.

La statua di Taddei al Mapei Stadium
La statua di Taddei al Mapei Stadium

Dopo la parentesi del Reggio Audace F.C., il club emiliano è tornato all’antica denominazione nell’estate del 2019. Tuttavia, nella stagione 2019 – 2020 la Reggiana ha utilizzato gagliardetti che presentavano lo stemma cittadino.

Gagliardetto del centenario con lo stemma civico
Gagliardetto del centenario con lo stemma civico

Sul gagliardetto della stagione in corso è invece presente lo storico simbolo riacquisito insieme a quello della Serie B con l’iscrizione relativa alla stagione in corso.

After an absence of twenty years Reggiana returned in the current season in the cadet championship. It does so after the tormented corporate events that marked, in 2018, the dissolution of the club and the creation of a new team that assumed the name Reggio Audace Football Club as the two forerunners of the Reggiane team that, thanks to the will of Severino Taddei, illustrious citizen of Reggio Emilia and footballer, gave light, in 1919, to the Reggiana Football Association. In Taddei in recent months, Reggiana fans and the Municipality, have made honor and perennial memory of his figure, placing near a curve of the Mapei Stadium – City of the Tricolore, a statue of him.

After the interlude of Reggio Audace F.C., the Emilian club returned to its former name in the summer of 2019. However, in the 2019–2020 season Reggiana used banners that presented the city coat of arms. On the other hand, on the banner of the current season there is the historical symbol reacquired together with that of Serie B with the inscription related to the current season.

Collection Selection:

Permalink link a questo articolo: https://www.pennantsmuseum.com/reggiana-2020-2021/

Atletico Madrid – Coppa delle Coppe 1966/67

English text
English text
Atletico Madrid vs Borussia Dortmund
Atletico Madrid vs Borussia Dortmund
Esattamente cinquantacinque anni fa l’Atletico Madrid sfidava, nei quarti di finale della Coppa del Coppe, i tedeschi del Borussia Dortmund

L’incontro venne disputato a Madrid e terminò con un pareggio per 1-1. Al ritorno in Germania i tedeschi ebbero la meglio proseguendo poi il cammino che li portò a conquistare il trofeo ai danni del Liverpool che eliminò la Juventus al primo turno e venne sconfitto dai tedeschi nella finale giocata all’Hampden Park di Glasgow. L’Atletico Madrid di quella sconfitta trasse lezione tant’è che riuscì, nella Liga spagnola, a spezzare l’egemonia del Real Madrid e del Barcellona aggiudicandosi, dopo un digiuno di ben quindici anni, il campionato. Il presidente della squadra era Vicente Calderon che legò alle sorti dei colchoneros il suo nome tanto da avere il vecchio stadio adiacente al rio Manzanares a lui intitolato. Nelle sue fila, invece, militava Luis Aragones, giocatore protagonista alla fine dei sessanta – inizio anni settanta delle vittorie dell’Atletico Madrid tra cui quella nella Coppa Intercontinentale conseguita nel 1974. In seguito Aragones allenò anche l’Atletico prima di passare alla guida della nazionale spagnola con cui vinse, nel 2008, i campionati europei.

Il gagliardetto consegnato dal capitano dell’Atletico a quello del Borussia è il caratteristico scudo a strisce verticali bianco e rosse con al centro il simbolo della squadra e le iscrizioni con i dettagli relativi alla partita.

Articolo originale su Glieroidelcalcio.com

ATLETICO MADRID – CUP WINNERS’ CUP 1965 – 1966

Exactly fifty-five years ago Atletico Madrid challenged the Germans of Borussia Dortmund in the quarter-finals of the Cup Winners’ Cup. The match was held in Madrid and ended in a 1-1 draw. On their return to Germany, the Germans prevailed and then continued the path that led them to win the trophy against Liverpool, who eliminated Juventus in the first round and was defeated by the Germans in the final played at Hampden Park in Glasgow. Atletico Madrid drew lessons from that defeat so much that they managed, in the Spanish Liga, to break the hegemony of Real Madrid and Barcelona by winning the championship after fifteen years. The president of the team was Vicente Calderon who linked his name to the fate of the “colchoneros” so much that the old stadium adjacent to the Rio Manzanares was named after him. Among its ranks, amongst others, Luis Aragones a leading player in the late sixties – early seventies of Atletico Madrid’s victories including that in the Intercontinental Cup achieved in 1974. Later Aragones also coached Atletico before passing at the Spanish national team with which he won the European championships in 2008.

The pennant handed over by the captain of Atletico to that of Borussia is the characteristic white and red vertical striped shield with the symbol of the team in the center and the inscriptions with the details of the match.

Permalink link a questo articolo: https://www.pennantsmuseum.com/atletico-madrid-coppa-delle-coppe-1966-67/

LA LEGGENDA DEI BIANCO FASCIATI

English text
English text
Novese anni 70
Novese anni 70

Novi Ligure, una cittadina di ventottomila abitanti in provincia di Alessandria, negli anni venti salì alla ribalta delle cronache sportive sostanzialmente per due motivi. Il primo perché era nativo di Novi Costantino (Costante) Girandengo, il primo campionissimo del ciclismo, che tra la fine degli anni dieci e gli anni venti vinceva due Giri d’Italia e tutte le più importanti “classiche” italiane dei tempi tra cui la Milano – Sanremo. Ma era anche la città dove undici ragazzi in tenuta azzurra con fascia bianca diedero vita a un vero capolavoro: vincere il campionato di calcio nella stagione 1921-1922, quello dei campionati organizzati dalla FIGC e dalla Confederazione Calcistica Italiana (CCI). Se a questo aggiungiamo il fatto che l’Unione Sportiva Novese era nata soltanto nel 1919, tre anni prima, e che era una neopromossa, allora possiamo certamente affermare che quella vittoria fu davvero un’impresa irripetibile.

Una formazione della Novese nella stagione 1921 - 1922
Una formazione della Novese nella stagione 1921 – 1922

Al fantastico successo si arrivò attraverso le clamorose decisioni maturate nell’estate del 1921 con il tentativo di approvazione del cosiddetto “Piano Pozzo” riforma proposta dal grandioso Vittorio Pozzo che intendeva ottenere una profonda riorganizzazione della struttura del calcio nazionale con una Prima Categoria (la serie A dell’epoca) che si sarebbe dovuto disputare tra 24 squadre, rappresentative di sei regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Toscana e Emilia – Romagna). Tale decisione sarebbe andata a diretto danno della Novese costretta a non disputare la massima categoria nazionale, impegno a cui i piemontesi, grazie alla passione e alla brillantezza del suo Presidente Mario Ferretti (il “Sire di Novi”), si stavano avvicinando con una squadra davvero competitiva, rafforzata con l’acquisto di calciatori di fama tra cui il nazionale Zizi Cevenini III.

Luigi Cevenini con la maglia della Novese
Luigi ‘Zizi’ Cevenini III, one of the famous four Cevenini brothers, from the 1910s and 1920s

La riforma alla fine non prese piede soprattutto per il diniego delle piccole Società e, quale compromesso, si giunse alla decisione di disputare due distinti campionati: quello organizzato dalla FIGC a cui presero parte le cosiddette squadre minori come la Novese mentre le “grandi” (Genoa, Pro Vercelli, Juventus, Inter, Milan) confluirono nel campionato del C.C.I.. Il resto è storia con la Novese che si aggiudicò il titolo ai danni della Sampierdarenese in un’epica finale che si giocò su tre partite con lo spareggio, in campo neutro, risolta da una rete di Carletto Gambarotta ai supplementari. La stagione successiva il campionato di calcio riprese la sua normale fisionomia con il reintegro dei club fuoriusciti dalla FIGC e le ambizioni della Novese furono ridimensionate. La squadra riuscì a salvarsi dalla retrocessione che, però, arrivo nell’anno seguente.

La leggenda di quella squadra e dell’iconica tenuta da gioco è testimoniata da un gagliardetto, in uso negli anni settanta, in cui compare la croce bianca su campo rosso, simbolo della città nonché la stella dorata in ricordo dell’onorificenza al merito sportivo che il CONI concesse alla Novese nel 1970. La speranza è che questa gloriosa squadra, che nella stagione 2016-2017 ha conosciuto l’onta del fallimento, possa ritornare, quanto prima, ai palcoscenici che il suo blasone merita.

the legend of the white – banded

Novi Ligure, a town of twenty-eight thousand inhabitants in the province of Alessandria, in the twenties rose to the fore in the sports news essentially for two reasons. The first because he was a native of Novi Costantino (Costante) Girandengo, the very first champion of cycling, who between the end of the ten and the twenties won two Tours of Italy and all the most important Italian “classics” of the times including the Milan – Sanremo. But it was also the city where eleven boys in blue uniforms with white bands gave life to a real masterpiece: winning the football championship in the 1921-1922 season, the one of the championships organized by the FIGC and the Italian Football Confederation (CCI). If we add to this the fact that the Unione Sportiva Novese was born only in 1919, three years earlier, and that it was a newly promoted one, then we can certainly say that that victory was truly an unrepeatable feat.

The fantastic success was achieved through the sensational decisions made in the summer of 1921 with the attempt to approve the so-called “Piano Pozzo” reform proposed by the great Vittorio Pozzo who intended to obtain a profound reorganization of the structure of national football with a First Category (the serie A of the time) which should have been played between 24 teams, representing six regions (Piedmont, Liguria, Lombardy, Veneto, Tuscany and Emilia – Romagna). This decision would have been to the direct detriment of Novese, forced not to compete in the highest national category, a commitment to which the Piedmontese, thanks to the passion and brilliance of its President Mario Ferretti (the “Sire of Novi“), were approaching with a team really competitive, reinforced with the purchase of famous players including the national team player Zizi Cevenini III.

In the end, the reform did not take hold mainly due to the refusal of small clubs and, as a compromise, the decision was reached to play two distinct championships: the one organized by the FIGC in which the so-called minor teams such as Novese took part, while the “large” ( Genoa, Pro Vercelli, Juventus, Inter, Milan) merged into the CCI championship. The rest is history with Novese who won the title against Sampierdarenese in an epic final that was played over three games with the play-off, on the pitch neutral, resolved by a goal by Carletto Gambarotta in extra time. The following season the football championship resumed its normal appearance with the reintegration of the clubs that left the FIGC and the ambitions of Novese were reduced. The team managed to save itself from relegation which, however, arrived the following year.

The legend of that team and of the iconic game outfit is testified by a pennant, in use in the seventies, in which the white cross appears on a red field, symbol of the city as well as the golden star in memory of the honor for sporting merit that CONI granted to Novese in 1970. The hope is that this glorious team, which in the 2016-2017 season experienced the shame of failure, will be able to return, as soon as possible, to other stages deserving of its fame.

Collection Selection:

Permalink link a questo articolo: https://www.pennantsmuseum.com/la-leggenda-dei-bianco-fasciati/

ALESSANDRIA U.S. – STAGIONE 1957 – 1958

English text
English text
alessandria 1957-1958
Alessandria 1957-1958

Nella stagione 1957 – 1958 l’Alessandria rientrava in serie A dopo nove anni di assenza. Per affrontare dignitosamente il massimo scenario calcistico nazionale, la dirigenza allestì una campagna acquisiti brillante in cui vennero acquistati nuovi talenti come l’interista Giacomazzi e il nazionale svizzero Vonlhanten, oltre al ritorno a casa, dal Monza, dell’alessandrino Tagnin.

Una formazione dell’Alessandria nella stagione 1957 - 1958
Una formazione dell’Alessandria nella stagione 1957 – 1958

I nuovi acquisti apportarono bel gioco e successi soprattutto nella prima parte del campionato. Sul finire dell’andata, invece, l’Alessandria si trovò invischiata nella lotta con squadre di centro – bassa classifica salvandosi dalla retrocessione a due giornate dal termine del campionato. Come nel campionato precedente i grigi indossarono maglie con colletto azzurro, motivo prontamente ripreso anche dal gagliardetto in uso in quella stagione che, sui lati, riportava un nastro con tale tonalità e al centro lo stemma classico circolare della Società con il monogramma e la croce rossa in campo bianco simbolo della città di Alessandria.

ALESSANDRIA U.S. – SEASON 1957 – 1958

In the 1957 – 1958 season, Alessandria returned to Serie A after nine years of absence. To face the highest national football scenario with dignity, the management set up a brilliant acquired campaign in which new talents were acquired such as Giacomazzi from Inter and the Swiss international Vonlhanten, in addition to the return home, from Monza, of the native of Alessandria Tagnin.

The new signings brought a good game and successes especially in the first part of the championship. At the end of the first leg, however, Alessandria found themselves embroiled in the fight with center-low-ranking teams, saving themselves from relegation just in last two matches before the end of the championship. As in the previous championship, the grays wore jerseys with blue collars, a motif also promptly taken up by the pennant used in that season which, on the sides, carried a ribbon with this shade and in the center the classic circular emblem of the Club with the monogram and the red cross on a white field symbol of the city of Alessandria.

Collection Selection:

Permalink link a questo articolo: https://www.pennantsmuseum.com/alessandria-u-s-stagione-1957-1958/

Birmingham City F.C. – Il fascino della Coppa Città delle Fiere

English text
English text

Apriamo questa nuova rubrica con il gagliardetto che la formazione inglese consegnò al Barcellona nella finale di andata della Coppa Città delle Fiere giocata il 23 marzo 1960. Come risulta dal breve filmato la partita fu giocata su un terreno reso pesantissimo a causa della pioggia. La partita terminò con uno 0-0. Il ritorno in Spagna vidi invece il trionfo del Barcellona che vinse la partita per 4-1 e quindi il trofeo. Una curiosità è legata alle modalità della competizione che si articolò dal 1958 al 1960 e vedeva partecipare le rappresentative di città sede di fiere. Erano ammesse a gareggiare anche selezioni cittadine.

BIRMINGHAM CITY F.C.

We open this new column with the pennat that the English team presented to Barcelona in the first leg final of the City Cup of Fairs played on March 23, 1960. As can be seen from the short video, the game was played on a ground made very heavy due to rain. The game ended 0-0. The return to Spain saw the triumph of Barcelona who won the game 4-1 and then the trophy. A curiosity is linked to the modalities of the competition that was divideded from 1958 to 1960 and saw the participation of the representatives of cities home to fairs. City selections were also allowed to compete.

Articolo originale

Il video che mostra lo scambio del gagliardetto

Permalink link a questo articolo: https://www.pennantsmuseum.com/birmingham-city-f-c-il-fascino-della-coppa-citta-delle-fiere/

I GRIFONI DEL SANTERNO

clicks for English Version
English text
Embroidered pennant in use in the ‘60s
Embroidered pennant in use in the ‘60s

Il calcio ad Imola nasce dalla ferma volontà del giovane imolese Piero Toschi il quale, dopo aver assistito ad un incontro di calcio, rimase particolarmente affascinato tanto da diffonderne la pratica in città insieme a un gruppo di amici. Terminata la prima guerra mondiale, nel 1919, Toschi con alcuni appassionati fonda l’Imola Football Club assegnando alla compagine i simboli della città ovvero i colori rosso e blu del gonfalone nonché il grifone presente sulle insegne cittadine. Il grifo, animale mitologico, rappresenta i valori di custodia e vigilanza e pronto anche a combattere, come raffigurato con la spada impugnata, per la libertà cittadina. Questo simbolo da sempre accompagna le insegne della squadra e il gagliardetto di questa settimana, risalente agli anni sessanta, ne è un piccolo esempio. Stranamente questo stendardo, con la denominazione Associazione Calcio Imola – in uso a partire dal 1963 fino al 1960 – riporta il 1915 quale anno di costituzione della squadra.

Lo stemma di Imola
Lo stemma di Imola

Con lo spirito generoso proprio dei veri appassionati del calcio, i soci fondatori, con un azionariato popolare, rimpinguarono le casse della neonata società che scelse come terreno di gioco un’area cittadina lambita dal Santerno, il corso d’acqua che attraversa la città. Nella stessa area sorge oggi il Parco delle Acque Minerali dove si trova non solo lo stadio Romeo Galli ma anche l’autodromo Enzo e Dino Ferrari che sfiora il campo di calcio.

Lo stadio dell’Imolese Romeo-Galli
Lo stadio dell’Imolese Romeo-Galli

La storia sportiva dell’Imola F.C., oggi Imolese F.C. 1919, ha raggiunto il suo massimo livello con il terzo posto in serie C guadagnato nella stagione 2018-2019. Attualmente la squadra milita nel girone B della serie C.

THE GRIFFINS OF THE SANTERNO

Football in Imola was born in 1919, the year of the foundation of the association strongly desired by the young Imola-born Piero Toschi who, in 1914, was particularly fascinated, after having attended a football match, so as to spread the practice in the city, with of a group of friends. At the end of the First World War, in 1919, Toschi and a group of young people from Imola founded the Imola Football Club, assigning to the team the symbols of the city or the red and blue colors of the banner as well as the griffin on the city signs. The griffin, a mythological animal, represents the values of custody and vigilance and is ready to fight, as depicted with a sword in hand, for city freedom. This symbol has always accompanied the insignia of the Imola club and this week’s pennant, dating back to the sixties, is a small example. With the generous spirit of true football fans, the founding members, with a popular shareholding, filled the coffers of the newborn team that chose as their playground a city area lapped by the Santerno, the river that crosses the city.

In the same area today stands the “Parco delle Acque Minerali” where not only the Romeo Galli stadium is located but also the Enzo and Dino Ferrari racetrack that borders the football field. The sporting history of Imola F.C., today Imolese F.C. 1919, reached its highest level among competitions with the third place in Serie C earned in the 2018-2019 season. Currently the team plays in group B of Serie C.

Collection Selection:

Permalink link a questo articolo: https://www.pennantsmuseum.com/i-grifoni-del-santerno/

ARSENAL F.C.

clicks for English Version
English text
Il gagliardetto è quello che il capitano dell’Arsenal consegnò agli avversari del P.S.V. Eindhoven in occasione di un incontro amichevole giocato il 23 settembre 1959.

Il gagliardetto è quello che il capitano dell’Arsenal consegnò agli avversari del P.S.V. Eindhoven in occasione di un incontro amichevole giocato il 23 settembre 1959. Due curiosità legata al gagliardetto e agli avversari della formazione londinese. All’Arsenal è storicamente accostato il soprannome di “gunners” ossia artiglieri. Lo stemma presente nel gagliardetto ne è testimone. Bisogna risalire alle origini del club per comprenderne la spiegazione. Infatti i fondatori della squadra erano un gruppo di operai della Royal Arsenal, sita nel quartiere di Woolwich a Londra, preposta alla realizzazione di artiglierie per l’Esercito inglese. Ne è testimonianza di ciò anche il primo stemma della squadra che riportava il disegno di tre bocche da fuoco affiancate, simbolo tratto da quello del quartiere di Woolwich.

A sinistra il primo stemma dell’Arsenal e a destra quello del quartiere di Woolwich
A sinistra il primo stemma dell’Arsenal e a destra quello del quartiere di Woolwich

Per quanto riguarda invece il PSV Eindhoven avversaria dell’Arsenal, si tratta della squadra di proprietà di una ben nota multinazionale olandese la Philips. La prima lettera dell’acronimo P.S.V. (Philips Sport Vereniging) sta appunto ad indicare la grande azienda olandese.

The pennant is what the Arsenal captain handed over to the opponents of P.S.V. Eindhoven during a friendly match played on 23 September 1959. Two curiosities related to the pennant and the opponents of the London team. Arsenal have historically been given the nickname “gunners”. The coat of arms in the banner is a witness to this. You have to go back to the origins of the club to understand the explanation. In fact, the founders of the team were a group of the Royal Arsenal workers, located in the Woolwich district of London, responsible for the construction of artillery for the British Army. This was also witnessed by the team’s first coat of arms, which featured a drawing of three guns side by side, a symbol taken from that of the Woolwich district. As for Arsenal’s opposing PSV Eindhoven, it is the team owned by a well-known Dutch multinational Philips. The first letter of the acronym P.S.V. (Philips Sport Vereniging) indicates the large Dutch company.

Permalink link a questo articolo: https://www.pennantsmuseum.com/arsenal-f-c/