E’ di un’amichevole tra il Barcellona e la formazione madrilena del Club Nacional de Madrid la storia che si cela dietro al gagliardetto del Barca risalente al 1931.
Questo esemplare rispecchia lo stile minimale, ma non per questo sempre affascinante, dei gagliardetti spagnoli dell’epoca.
Il ricamo, le finiture la passamaneria non sono certamente quelle splendide che saranno utilizzate negli anni a seguire ma almeno viene fornita l’evidenza dello stile dell’epoca.
Un approfondimento specifico merita lo stemma del Barcellona per le curiosità in esso racchiuse.
Nella classica sagoma “a pentola” ideata da un calciatore compare in alto a sinistra una croce rossa in campo bianco un simbolo che oserei dire “universale” condiviso con Genova e l’Inghilterra.
È infatti il vessillo di S. Giorgio ovvero S. Jordi il Santo patrono di Barcellona.
Nel quadrante opposto le strisce verticali giallo e rosse rappresentano il vessillo della Catalogna e la loro composizione non è affatto banale e su cui esistono varie ipotesi.
Una leggenda, sebbene anacronistica, narra che le strisce rosse rappresentano le quattro dita intrise di sangue apposte sullo scudo durato di un nobile.
La spiegazione più verosimile dovrebbe, invece, ricollocare il vessillo presente nello stemma del Barcellona alle insegne dei Conti di Barcellona che, tra l’altro, avevano lo stesso orientamento verticale delle colonne presenti nell’attuale stemma ed erano già presenti nello stemma del club in uso nel 1899.
Come meglio esemplificato nella grafica dell’evoluzione degli stemmi del club a seguire, nel periodo franchista il Barcellona fu costretto a cambiare la denominazione anglofona, avversa al regime, di Football Club per trasformarsi in Club de Fútbol.
In aggiunta per un certo periodo il “Generalissimo” Francisco Franco intervenne anche per modificare le fattezze dell’insegna catalana riducendo, nel 1941, il numero di colonne rosse da quattro a due.
La metà inferiore dello stemma è quella più propriamente calcistica con il simbolo di un pallone su strisce azzurre e granata.
Anche in questo caso la storia fornisce varie spiegazioni, tra cui quella che porta alla volontà del fondatore del club catalano, lo svizzero Joan Gamper che militò nel Basilea FC i cui colori sono appunto identici al Barca.