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UN GIORNO ALL’IMPROVVISO…NAPOLI

Gagliardetto consegnato al capitano del Bologna in occasione dell'amichevole Napoli - Bologna giocata il 24 gennaio 1928

A.C. 24 gennaio 1928.

L’incipit contenuto nel titolo dell’articolo, una parafrasi al coro della tifoseria napoletana, racconta la maniera con cui questo gagliardetto si aggiunge alla collezione.

La sua presenza si è aggirata misteriosa per anni fino a quando, in maniera del tutto fortuita e casuale, dopo avere perso qualsiasi speranza di trovarlo, eccolo apparire.

Cominciamo dalle sue origini una data direi anomala il 24 gennaio poiché fu un martedì. L’aiuto di storici del calcio mi ha aiutato e un ritaglio di un articolo della “rosea” con la cronaca della partita ha concesso un salto all’indietro di novantotto anni per giungere ad un pomeriggio invernale esattamente al campo sportivo militare dell’Arenaccia.

Fu un’amichevole che si disputò perché agevolata anche dagli impegni avuti nella domenica precedente dalle squadre nei rispettivi giorni della Divisione nazionale. Il Bologna giocò e sconfisse a Roma la Lazio mentre il Napoli pareggiò in casa contro il Padova. Logisticamente quindi era fattibile giocare una gara infrasettimanale cercando di evitare, soprattutto il Bologna, viaggi davvero onerosi.

gazzetta

L’altro aspetto di rilievo è che la partita venne seguita in persona dal gerarca Leandro Arpinati allora Presidente della FIGC.

Arpinati era notoriamente tifoso del Bologna ma la sua presenza nella circostanza ebbe tutt’altro significato come, peraltro, ricorda la conclusione dell’articolo della Gazzetta con una sorta di “promessa” per il supporto al Napoli il cui avvio nelle competizioni nazionali fu tutt’altro che brillante.

Così, in effetti, dichiarò Arpinati nel ricevimento organizzato in suo onore e del Bologna “…avrò sempre a cuore le sorti e l’avvenire dello sport meridionale…”

Si aggiunge alla bellezza e rarità del gagliardetto un’immagine dei calciatori riuniti per il saluto iniziale alle autorità presenti. Tra loro un giocatore del Bologna tiene in mano un gagliardetto che verosimilmente è quello ritrovato.

All’epoca, infatti, i gagliardetti erano esemplari unici realizzati esclusivamente a mano. Altra questione l’assenza dello stemma quale simbolo di Napoli.

Evidentemente non aveva ancora preso piede la lettera “N” di estrazione napoleonica mentre è davvero apprezzabile il ricamo in canottiglia che riporta le denominazioni delle due squadre (il Bologna in realtà dalla stagione 1927 – 1928, per questioni di “regime” era divenuta Sezione Calcio perdendo l’anglofono Football Club), la località dove venne disputato l’incontro con la data e l’indicazione, in numeri romani, dell’anno dell’era fascista.

napoli v bologna
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