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4 NOVEMBRE

Una ricorrenza, quella odierna, funestata dalle tragiche notizie che arrivano dalla Toscana con le devastazioni ed i morti causati dalle piogge torrenziali dei giorni scorsi.

Un caro pensiero ed un forte e solidale abbraccio a chi ha perso un familiare, un amico ed ha visto l’onda inarrestabile di fango ed acqua cancellare gli affetti ed i beni più cari.

L’odierna giornata, celebrativa dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, ci riporta alla Prima Guerra mondiale. Un conflitto che costò la vita a 650.000 italiani tra cui anche calciatori poco noti o famosi che imbracciarono le armi.

Sarebbe lunghissimo l’elenco dei valorosi calciatori morti di tante squadre: Milan, Genoa (tra cui Luigi Ferraris, medaglia d’argento al valor militare, a cui è intitolato lo stadio di Genova), Juventus, Andrea Doria, Lazio, Inter, Torino, Cremonese, Spezia (tra gli altri Luigi Picco medaglia d’argento e di bronzo al valor militare), Atalanta, Udinese, Padova, Bologna, Modena, Naples (squadra in cui militava la medaglia d’oro e d’argento al valor militare Capocci Teodoro), Roman e Pro Roma (società antesignane della Roma), Palermo, Pro Vercelli, Alessandria, Verona, Novara, Udinese e tante altre società.

Cito soltanto due piccole storie, tra le infinite, che collegano la Grande Guerra ed il calcio.

La prima immagine ritrae i saluti precedenti alla partita Italia – Austria disputata all’Arena Civica di Milano l’11 gennaio 1914. Il Capitano azzurro Virgilio Fossati si appresta a scambiare il gagliardetto con il Capitano austriaco Robert Mertz. La guerra cancellerà, pochi mesi dopo, le loro vite.

La seconda immagine è un disegno di Virgilio Fossati Capitano ed allenatore dell’Inter, Capitano della nazionale e Capitano tra le fila dell’8° reggimento di fanteria della Brigata Cuneo.

L’ultima immagine è invece quella del diciannovenne Sottotenente Giana Erminio. Lui non era un calciatore ma morì eroicamente nel corso della Prima Guerra mondiale. Oggi, in sua memoria, una squadra di calcio (Giana Erminio Gorgonzola, città di origine dell’Ufficiale) porta ancora il suo nome.

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