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“FRA DIAVOLO”

Gagliardetto della gara amichevole disputata il 14 maggio 1933 in occasione dell'incontro Milan - Bristol Rovers valevole per il Torneo "Città di Nizza".

Era una giornata di primavera inoltrata in Costa Azzurra, esattamente il 14 maggio 1933, quando il Milan incontrò, per l’unica volta nella sua storia, gli inglesi del Bristol Rovers giunti in Francia per prendere parte al torneo “Città di Nizza”.


E fu proprio in quella occasione che il Capitano del Milan Magnozzi consegnò al collega britannico questo gagliardetto così affascinante tanto da rimembrare nell’animo del sottoscritto, sia come collezionista sia come tifoso rossonero, l’intento iniziale del Padre fondatore del Milan Herbert Kilpin; “Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!”.


A latere credo che l’analisi di questo esemplare e la comparazione con similari gagliardetti utilizzati dal Milan nella prima metà degli anni Trenta, fornisca interessanti spunti.


Innanzitutto, il formato triangolare certamente non comune in quanto il Milan preferiva utilizzare esemplari pentagonali.


Il club rossonero era solito dedicare molta attenzione anche nella scelta dei dettagli come frange, cordone, ecc.


Il confronto può essere fatto con un esemplare che il Milan utilizzò pochi mesi prima in occasione di una partita amichevole disputata contro il Siena il 1° novembre del 1932.

Gagliardetto amichevole Siena - Milan disputata il 1 novembre 1932
Gagliardetto donato al Siena nell’amichevole del 1° novembre 1932

In quest’ultimo caso il gagliardetto è legato all’asta mediante tre nodi che, sebbene sbiaditi, riportano il tricolore così come nel rimanente cordone.


Nell’esemplare del 1933 invece il cordone ed i pendagli hanno la colorazione rossa e nera. Comune per entrambe i gagliardetti il tessuto e le frange.

Ritengo che la porzione frontale del gagliardetto sia frutto della colorazione di un tessuto utilizzando una tecnica all’epoca in uso per la colorazione delle camicie.

La vetustà ed il diffuso cedimento del tessuto testimoniano una non pregevole scelta delle materie prime per la realizzazione di questi gagliardetti.

Identico il motivo delle righe verticali rossonere utilizzato nei due gagliardetti.
L’evidente differenza tra i due esemplari è nella presenza del fascio littorio e di un nastro trasversale che in origine recava il tricolore.


Perché questa differenza tra due gagliardetti che coprono un periodo di solo sei mesi? Un’ipotesi da non scartare potrebbe essere quella che il Milan per le partite con squadre straniere preferiva donare esemplari con il simbolo del regime fascista.


Ne è dimostrazione l’esemplare nella foto in calce donato in occasione di un’amichevole disputata nel 1931. In verità alcune foto riportano la consegna di gagliardetti senza il fascio littorio in caso di amichevoli con club stranieri giocate in Italia.


Resta pertanto privo di risposta certa il quesito sulla ratio dell’adozione del fascio littorio.

Con ragionevole fondatezza si può, tuttavia, affermare che nelle gare disputate in Italia non venne quasi mai arricchito il gagliardetto con tale simbolo.

Gagliardetto donato dal Milan agli svedesi del Goteborg nel 1931
Gagliardetto donato dal Milan agli svedesi del Goteborg nel 1931
Scambio di gagliardetti prima di Milan – Sparta Praga disputata nel (credit Maglia Rossonera)
1932 Scambio di gagliardetti prima di Milan – Sparta Praga disputata nel (credit Maglia Rossonera)

L’ultima evidente differenza tra l’esemplare del 1933 e quello del 1932 è nella colorazione del retro. Rosso in un caso e tricolore nell’altro.

Per questo la ragione del rosso nel retro potrebbe essere associata al listello trasversale presente sulla fronte del gagliardetto.


Restano insomma risposte inevase ma per certo il reperimento di questi pregevoli reperti consente di disquisire sull’utilizzo dei gagliardetti da parte di una squadra ben nota come il Milan.

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