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“SANGUINIS EFFUSIONE”

Catanzaro

I giallorossi catanzaresi affrontarono la stagione 1959 – 1960, disputata nella serie cadetta, sulle ali dell’entusiasmo suscitato, nel corso della stagione precedente dalla vittoria del campionato di serie C. Chiaramente le ambizioni non erano tali da poter ambire alla Serie A anche perché davanti a sé aveva squadre ben più attrezzate come il Torino che aveva, a differenza del Catanzaro, fatto il passo indietro approdando tra i cadetti. A quell’epoca i gagliardetti del Catanzaro erano, in foggia, abbastanza similari tra di loro. Provvisti di passanti avevano dei pendagli ed un corda davvero curata costituita da filo metallico.

Sul gagliardetto era riportata la denominazione societaria nonché, in talune circostanze l’annata, preferita, all’indicazione della stagione. Nel retro invece il gagliardetto era, indifferentemente in giallo e rosso, ovvero con il tricolore.

L’iconico stemma dell’aquila, derivato dalle insegne cittadine, entra sui gagliardetti del Catanzaro soltanto negli anni Settanta.

La tradizione dell’aquila è derivata dalla concessione del sovrano del Regno delle Due Sicilie Carlo V che autorizzò la cittadina a fregiarsi di tale nobile insegna in segno di riconoscimento del valore dimostrato nel corso della resistenza opposta alla tentata invasione francese.

Sul petto dell’aquila il profilo dei tre colli della città con il rapace che sostiene nel bezzo un nastro blu su cui è apposto lo stemma della città “SANGUINIS EFFUSIONE” ovvero “Versamento di sangue” come quello che venne a scorrere da parte di cittadini che lottarono per la libertà di Catanzaro.

Una formazione del Catanzaro della stagione 1959 – 1960.

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