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GAGLIARDETTI D’ITALIA – PIEMONTE: ALESSANDRIA

Gagliardetto utilizzato nella stagione 1957-1958

Era il 1920 quando l’Alessandria commissionò all’incisore locale Lorenzo Carrà lo stemma del club.

Il risultato fu un’insegna che con pochissime varianti ha resistito fino ai giorni nostri.

Essa si costituisce da una circonferenza bipartita che presenta una croce rossa in campo bianco nonché un monogramma, riportato su fondo grigio, con le tre lettere (U, S, A) riconducibili alla denominazione sociale. Taluni affermano che nella lettera A realizzata in maniera tondeggiante al vertice, vi sia un chiaro riferimento a uno dei simboli più noti della cittadina ovvero l’Arco di Trionfo, ritenuto dall’autore dello stemma, un ottimo auspicio per le future affermazioni della squadra.

Nel dettaglio, i gagliardetti dell’Alessandria erano, negli anni Cinquanta e nei successivi sessanta finemente ricamati a mano con al centro lo stemma societario sopra descritto e il ricamo della denominazione sociale e, in talune circostanze, sotto allo stemma, anche il dettaglio dell’anno o della stagione sportiva.

Anche negli anni Settanta fu fatto ricorso a gagliardetti ricamati ma certamente in minoranza rispetto ai gagliardetti stampati che cominciavano, sempre più, a prendere piede fino a essere l’unico tipo utilizzato dai “grigi”.

Con tredici stagioni in serie A e ventuno trascorse in serie B oltre al recentissimo ritorno nella serie cadetta ­ la Coppa Italia di Serie C vinta nel 1973, l’Alessandria è indubbiamente uno tra i maggiori club a livello nazionale per tradizioni sportive.

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